Con l’introduzione dell’Emission Trading System 2, o ETS2, i soggetti regolamentati sono chiamati a monitorare le emissioni di CO₂ associate ai combustibili immessi in consumo nei settori inclusi nel nuovo sistema europeo di scambio delle quote.
Ma il punto critico non sarà solo calcolare quanta CO₂ è stata generata. Sarà capire a quale utilizzo finale attribuirla.
Nel sistema ETS2, infatti, gli obblighi non ricadono direttamente sui consumatori finali, ma sugli operatori che immettono in consumo combustibili solidi, liquidi o gassosi destinati ai settori regolamentati. Questi operatori dovranno monitorare i quantitativi immessi in consumo, calcolare le emissioni, comunicarle annualmente all’Autorità Nazionale Competente e, a regime, restituire un numero di quote pari alle emissioni rendicontate e verificate.
Per farlo correttamente, sarà necessario identificare con precisione quali clienti finali rientrano nel perimetro ETS2 e quali, invece, sono esclusi o già soggetti ad altri regimi, come l’ETS1.
Il ruolo dei codici CRF
La classificazione dei settori inclusi nell’ETS2 avviene attraverso i codici CRF, acronimo di Common Reporting Format. Si tratta della classificazione utilizzata negli inventari nazionali delle emissioni, collegata alle linee guida IPCC ( disponibili al link https://www.ipcc-nggip.iges.or.jp/public/2006gl/vol2.html) e richiamata anche dalle indicazioni del Ministero dell’Ambiente.
Nel contesto ETS2, i codici CRF servono a identificare il settore finale di utilizzo del combustibile. Questo passaggio è essenziale perché non tutti gli impieghi dei combustibili rientrano nel nuovo sistema.
I principali codici CRF incluse ai fini ETS2 sono:
- 1A1a – Combustione nelle industrie energetiche;
- 1A2 – Combustione nelle industrie manifatturiere e nelle costruzioni;
- 1A3b – Trasporto su strada;
- 1A4a – Combustione nel settore commerciale e istituzionale;
- 1A4b – Combustione nel settore residenziale.
Le più rilevanti categorie CRF escluse dal sistema EU ETS2 sono:
- 1 A3 a Aviazione civile (commerciale e privata)
- 1 A3 c Trasporto Ferroviario
- 1 A3 d Navigazione commerciale e privata. Navigazione per la pesca
- 1 A4 c Veicoli agricoli fuoristrada. Combustione in agricoltura, silvicoltura e pesca (incluso allevamenti ittici)
- 1 A5 a Altri usi da fonti stazionarie
- 1 A5 b Altri usi da fonti mobili
- 2A-2H Industrie in cui il combustibile è utilizzato come reagente chimico o riducente.
Questi codici consentono di distinguere i flussi di combustibile destinati a settori inclusi nell’ETS2 da quelli esclusi o già coperti da altri obblighi.
Oltre l’autodichiarazione: un approccio tracciabile per identificare i clienti finali
In questa fase, molti operatori della vendita di gas naturale stanno chiedendo direttamente ai clienti finali di compilare autodichiarazioni per indicare se il proprio utilizzo del combustibile rientra o meno nel perimetro ETS2. In caso di mancata risposta, il cliente viene spesso considerato automaticamente incluso nel sistema.
Questo approccio può essere comprensibile da un punto di vista di compliance, perché consente al soggetto regolamentato di raccogliere una dichiarazione formale dal cliente. Tuttavia, nella pratica può generare difficoltà rilevanti: molti utenti finali non dispongono oggi delle competenze tecniche o normative per rispondere in modo corretto, soprattutto quando devono distinguere tra attività incluse, escluse o già soggette all’ETS1.
Inoltre, le prime esperienze operative mostrano un livello di risposta spesso limitato rispetto ai volumi complessivi di clienti da classificare. Il rischio è quindi costruire il perimetro ETS2 su dati incompleti, dichiarazioni non omogenee o mancate risposte gestite in modo automatico.
Per questo serve un approccio più efficiente e tracciabile. La profilazione dei clienti finali dovrebbe partire da basi oggettive e verificabili, come le informazioni presenti nelle visure camerali, i codici ATECO e la loro associazione ai corrispondenti codici CRF.
Solo dopo questa prima classificazione strutturata, il soggetto regolamentato può coinvolgere i clienti finali con autodichiarazioni digitali mirate, chiedendo conferma o integrazione delle informazioni già precompilate.
In questo modo, l’autodichiarazione non diventa l’unico strumento di classificazione, ma una fase di validazione all’interno di un processo più solido: prima analisi automatizzata dei dati disponibili, poi verifica puntuale con il cliente finale, infine attribuzione tracciabile del perimetro ETS2.
Dal codice ATECO al codice CRF
Per i soggetti regolamentati, l’ETS2 introduce nuovi obblighi di autorizzazione, monitoraggio, rendicontazione e restituzione delle quote.
In primo luogo, gli operatori coinvolti devono disporre dell’autorizzazione rilasciata dall’Autorità Nazionale Competente, sulla base di un Piano di monitoraggio. A partire dal 2025, devono monitorare le emissioni dei combustibili immessi in consumo e comunicarle all’Autorità entro il 30 aprile di ogni anno, secondo il Piano di monitoraggio approvato.
Dal 2026, le comunicazioni annuali delle emissioni dovranno essere verificate da un organismo accreditato prima della trasmissione all’Autorità. La fase di mercato, con la vendita all’asta delle quote, è prevista dal 2028; la prima restituzione delle quote relative alle emissioni 2028 dovrà avvenire entro il 31 maggio 2029, procedendo poi con lo stesso schema negli anni successivi.
In sintesi, le principali scadenze sono:
- 2025: avvio del monitoraggio delle emissioni dei combustibili immessi in consumo;
- 30 aprile di ogni anno: comunicazione annuale delle emissioni all’Autorità Nazionale Competente;
- dal 2026: verifica delle comunicazioni annuali da parte di un organismo accreditato;
- 2028: avvio del mercato con vendita all’asta delle quote;
- 31 maggio 2029: prima restituzione delle quote relative alle emissioni 2028.
Gli adempimenti ETS2 hanno efficacia legale solo se inoltrati tramite la Scrivania Telematica dedicata del Portale EU ETS Italia del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Misurho ETS2: classificare, monitorare, allocare
Misurho ETS2 è la soluzione sviluppata da Fourgreen per supportare i soggetti regolamentati nella gestione digitale del nuovo sistema ETS2, con particolare attenzione alla corretta classificazione dei clienti finali.
Il software consente di analizzare l’anagrafica cliente, verificare le informazioni disponibili tramite dati aziendali e registri camerali, associare il codice ATECO dell’impresa al corretto codice CRF e collegare ogni cliente finale al relativo perimetro ETS2.
In questo modo, Misurho ETS2 permette di:
- identificare clienti inclusi, esclusi o già soggetti a ETS1;
- associare ogni cliente finale al corretto codice CRF;
- collegare i volumi di combustibile venduti alle corrette categorie di utilizzo;
- calcolare le emissioni totali e per singolo cliente finale;
- supportare la rendicontazione e la verifica;
- allocare in modo puntuale e trasparente il costo delle quote EUA.
Da adempimento normativo a controllo del dato
L’ETS2 introduce un nuovo obbligo, ma soprattutto una nuova esigenza di controllo dei dati.
Per i soggetti regolamentati non sarà sufficiente conoscere i volumi di combustibile immessi in consumo. Sarà necessario sapere chi utilizza quel combustibile, per quale finalità e in quale settore CRF.
Con Misurho ETS2, Fourgreen aiuta le aziende a trasformare questa complessità in un processo digitale, tracciabile e verificabile, riducendo il rischio di errori e rendendo più trasparente l’allocazione dei costi CO₂ verso i clienti finali e verso le Autorità.
Chi è Fourgreen
Fourgreen è una società climate tech specializzata in soluzioni digitali per il carbon management. Attraverso la piattaforma Misurho, qualificata RINA Certification Digital Partner, supporta le aziende nella misurazione, gestione e rendicontazione delle emissioni di CO₂, trasformando dati complessi in processi tracciabili, verificabili e utili per decisioni strategiche.
Con Misurho ETS2, Fourgreen affianca i soggetti regolamentati nella gestione del nuovo sistema europeo di scambio delle quote: dal monitoraggio dei combustibili alla profilazione degli utenti finali, fino alla gestione delle emissioni e dei costi CO₂.



